Bando Agrisolare 2026: Al via la nuova finestra di incentivi per l’agricoltura green

Bando Agrisolare 2026: Al via la nuova finestra di incentivi per l’agricoltura green

Il settore agricolo italiano si appresta a vivere una nuova stagione di investimenti grazie alla riapertura del Bando Agrisolare 2026. Con una dotazione finanziaria imponente di ben 789 milioni di euro, questa iniziativa rappresenta una delle ultime grandi occasioni per le imprese del comparto agroindustriale di abbattere i costi energetici e modernizzare le proprie strutture.

La data da segnare in rosso sul calendario è il 21 gennaio 2026, giorno dell’apertura ufficiale del bando. La finestra per la presentazione delle domande sarà limitata, probabilmente fino all’inizio di febbraio, rendendo la velocità di invio e la qualità del progetto fattori determinanti per il successo.

Cosa finanzia il bando: molto più del semplice fotovoltaico

L’aspetto più interessante di questo incentivo è la sua capacità di generare una riqualificazione profonda. Il contributo, che può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili, non copre solo l’installazione di impianti fotovoltaici di nuova costruzione (con potenza compresa tra 6 kWp e 1000 kWp), ma finanzia anche:

  • Sistemi di accumulo per ottimizzare l’autoconsumo energetico.
  • Colonnine di ricarica per veicoli elettrici aziendali.
  • Interventi strutturali sulle coperture, come la rimozione dell’amianto e l’isolamento termico dei tetti.

Una volta ottenuto il finanziamento, le imprese avranno a disposizione un termine di 18 mesi per completare i lavori e mettere a regime l’impianto.

Chi può partecipare e quali sono le priorità

Il bando si rivolge a una platea ampia: dagli imprenditori agricoli individuali alle imprese agroindustriali, passando per cooperative e forme aggregate. Tuttavia, il legislatore ha introdotto criteri di selezione precisi per premiare chi ancora non ha beneficiato di questi fondi:

  1. Nuovi Progetti: Verrà data priorità a chi non ha mai ricevuto fondi dai precedenti bandi “Parco Agrisolare”.
  2. Qualità Certificata: Le imprese iscritte alla “Rete agricola di qualità” godranno di una corsia preferenziale nella graduatoria.
  3. Focus sul Sud: Per sostenere l’agricoltura nel Mezzogiorno, il 40% delle risorse complessive è riservato alle regioni del Sud, tra cui Sicilia, Sardegna, Puglia e Campania.

Investire nel fotovoltaico sui tetti agricoli non è più solo una scelta etica, ma una strategia di sopravvivenza economica. Ridurre la dipendenza dalla rete elettrica significa proteggere il margine di profitto dalle oscillazioni del mercato energetico. Con l’80% di contributo a fondo perduto, il tempo di rientro dell’investimento diventa eccezionalmente breve.

Decreto FER 2025: un’opportunità strategica per le imprese che investono nel fotovoltaico

Decreto FER 2025: un’opportunità strategica per le imprese che investono nel fotovoltaico

Il nuovo Decreto FER 2025, in vigore dal 3 dicembre 2025, introduce un pacchetto di agevolazioni pensato per accelerare la transizione energetica delle imprese italiane, sostenendo in modo concreto l’adozione di impianti fotovoltaici, termo-fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Un’occasione unica per ridurre i costi energetici, migliorare la competitività e contribuire agli obiettivi di sostenibilità nazionale.

Chi può accedere ai contributi

Il decreto è rivolto a:

  • Grandi imprese
  • Piccole, medie e microimprese

Gli interventi devono essere realizzati su immobili situati in comuni con più di 5.000 abitanti.
Sono escluse le imprese in difficoltà e saranno ammessi solo soggetti in regola con contributi, imposte e requisiti di trasparenza previsti dalla normativa.

Quali investimenti sono finanziabili

Il decreto supporta progetti finalizzati alla produzione di energia rinnovabile tramite:

  • Impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici per autoconsumo
  • Sistemi di accumulo elettrochimico collegati all’impianto

Il sistema di storage deve prelevare almeno il 75% dell’energia direttamente dall’impianto rinnovabile ad esso associato.

Gli impianti devono avere potenza compresa tra 10 kW e 1.000 kW.

Entità dei contributi a fondo perduto

Le agevolazioni sono erogate in conto capitale, con percentuali differenziate in base alla dimensione d’impresa.

Contributi per impianti fotovoltaici

  • 38% grandi imprese
  • 48% medie imprese
  • 58% piccole imprese

Contributi per impianti termo-fotovoltaici

  • 43% grandi imprese
  • 53% medie imprese
  • 63% piccole imprese

Contributi per sistemi di accumulo

  • 28% grandi imprese
  • 38% medie imprese
  • 48% piccole imprese

Un sostegno economico importante, che riduce in modo significativo il tempo di rientro dell’investimento.

Tempistiche e modalità operative

Le regole del decreto sono chiare:

  • i lavori devono iniziare dopo la presentazione della domanda;
  • gli interventi devono essere conclusi entro 18 mesi dall’ammissione alle agevolazioni;
  • sono ammesse solo spese sostenute dopo l’approvazione del decreto e riferite a beni nuovi con marchio CEE;
  • i pagamenti devono avvenire tramite metodi tracciabili (bonifici SEPA, RI.BA.)

Come presentare la domanda

Le richieste devono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma del GSE, disponibile dal:

  • 3 dicembre 2025 ore 10:00
  • fino al 3 marzo 2026 ore 10:00

Una finestra di 90 giorni per accedere a un incentivo molto competitivo.

Il supporto di CONSENERGYGROUP

La CONSENERGYGROUP mette a disposizione un servizio completo per imprese che desiderano partecipare alla misura, offrendo:

  • valutazione preliminare dell’ammissibilità del progetto,
  • compilazione e presentazione delle domande,
  • progettazione e realizzazione degli impianti,
  • manutenzione e coperture assicurative.

Il Decreto FER 2025 rappresenta per le imprese italiane un’occasione decisiva per abbracciare la transizione energetica, ridurre i costi di approvvigionamento e incrementare la competitività.
Un incentivo che premia chi investe oggi in efficienza e sostenibilità, garantendo un ritorno economico e ambientale di lungo periodo.

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Il Sud Italia Svolta con il Fotovoltaico: L’Incentivo da 262 Milioni che Non Puoi Perdere

Il Sud Italia Svolta con il Fotovoltaico: L’Incentivo da 262 Milioni che Non Puoi Perdere

Imprenditori del Mezzogiorno, preparatevi! È arrivato un treno di opportunità che non passa tutti i giorni e che ha il profumo dell’energia pulita e del risparmio. Parliamo dell’ultimo Avviso Pubblico del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), un’iniezione di fiducia (e fondi) che mira a rendere il Sud protagonista della Rivoluzione Solare.

Se la vostra azienda sta pensando di tagliare i costi energetici e fare un salto definitivo verso l’autonomia, questo, è il momento giusto.

 

262 Milioni per l’Autoconsumo: La Mossa del MASE

Il cuore della notizia è una cifra importante: 262 milioni di euro. Questa è la dotazione finanziaria messa in campo per sostenere le imprese che decidono di installare impianti fotovoltaici o termofotovoltaici per l’autoconsumo. L’obiettivo è chiaro: produrre l’energia che si consuma, abbattendo la dipendenza dalla rete e, diciamocelo, dalle bollette sempre più ballerine.

Questa iniziativa non è un’azione isolata, ma si inserisce nel contesto più ampio del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (Pnric) 2021-2027. È un segnale fortissimo che il Governo vuole investire seriamente sul potenziale inespresso del Sud Italia in termini di sostenibilità e innovazione produttiva.

 

Chi Può Beneficiare e Dove

La misura è stata pensata per essere inclusiva ma mirata.

A Chi si Rivolge: L’Avviso è aperto alle imprese di qualsiasi dimensione, incluse le reti di imprese con personalità giuridica. Non importa se siete una piccola realtà artigianale o un grande stabilimento: c’è spazio per tutti.

Dove Realizzare i Progetti: L’area geografica è strettamente il Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Attenzione però al vincolo di localizzazione: l’impianto deve essere realizzato in aree industriali, produttive o artigianali di Comuni che contano più di 5.000 abitanti.

Potenza e Storage: I progetti devono prevedere impianti con una potenza compresa tra 10 kWp e 1 MWp. C’è anche l’opportunità, caldamente consigliata, di integrare i sistemi con dei sistemi di accumulo (storage). Massima autonomia, massima efficienza.

Una nota fondamentale: il 60% delle risorse totali è destinato alle PMI, con una quota ulteriore riservata alle micro e piccole imprese. Questo per garantire che anche le realtà più piccole abbiano una corsia preferenziale nell’accesso ai fondi.

 

Contributo in Conto Impianti: Un Aiuto Diretto

L’incentivo viene erogato sotto forma di contributo in conto impianti.

Tradotto: è un aiuto diretto sui costi sostenuti per l’installazione, con percentuali che varieranno in base alla tipologia di spesa e, ovviamente, alla dimensione della vostra azienda. Meno burocrazia e più supporto concreto, insomma.

 

Occhio alle Scadenze

Questa è la parte più importante: il tempo per agire è limitato.

Le domande di accesso agli incentivi dovranno essere presentate esclusivamente in via telematica. La piattaforma informatica per l’invio sarà disponibile sul sito del GSE e la finestra temporale è la seguente:

  • Apertura Invio Domande: 3 Dicembre 2025, ore 10:00

  • Chiusura Invio Domande: 3 Marzo 2026, ore 10:00

Tre mesi sembrano tanti, ma tra la preparazione della documentazione, la progettazione dell’impianto e le certificazioni necessarie, il tempo vola.

Il consiglio è uno solo: non aspettare l’ultimo minuto! Iniziate subito a valutare la fattibilità del vostro progetto fotovoltaico e preparatevi a cogliere questa occasione d’oro. Il futuro energetico del Sud passa anche dal tetto della vostra impresa.

Per leggere il decreto di avvio dell’avviso pubblico clicca qui

Se sei interessato non esitare a contattarci. Saremo lieti di fornirti tutte le informazioni necessarie.

 

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Autoconsumo e comunità energetiche: cosa significa la tariffa premio eccedentaria 2024?

Autoconsumo e comunità energetiche: cosa significa la tariffa premio eccedentaria 2024?

C’è un concetto che sta diventando sempre più concreto per chi ha un impianto fotovoltaico, partecipa a una comunità energetica o valuta l’autoconsumo condiviso: la tariffa premio eccedentaria.

Nel corso del 2024, il GSE ha pubblicato gli importi definitivi per questa tariffa, e la cosa non è da poco: significa che l’energia prodotta in eccesso da impianti incentivati – e condivisa o destinata a consumatori al di fuori dell’utilizzatore diretto – può oggi generare un vantaggio reale.

 

Ma cosa c’è dietro questo termine?

In breve: quando un impianto incentivato produce più energia di quella consumata all’interno della configurazione (cioè del gruppo di autoconsumo o comunità energetica), quell’energia eccedente può essere valorizzata con una tariffa premio.

Nel comunicato del GSE si legge che l’importo economico è «proporzionale alla quota percentuale di energia elettrica eccedentaria annuale, calcolata aggregando gli impianti di produzione incentivati in due insiemi».

In pratica: maggiore è la parte di energia condivisa o eccedente consumata da altri, maggiore può essere il beneficio.

Quali configurazioni sono coinvolte?

Due gruppi principali:

  • Impianti che accedono solo alla tariffa premio (soglia al 55%).

  • Impianti che cumulano la tariffa premio con un contributo in conto capitale (soglia al 45%).
    Questo significa che chi ha beneficiato di incentivi in conto capitale può comunque partecipare a questa valorizzazione dell’energia eccedente.

Qualche condizione da sapere

Non tutto è automatico: ci sono alcune condizioni e dettagli importanti.

  • L’importo della tariffa premio eccedentaria deve essere destinato ai consumatori diversi dalle imprese e/o utilizzato per finalità sociali con ricadute sul territorio dove sono situati gli impianti.

  • L’energia eccedente deve essere certificata attraverso il portale “Ritiro Dedicato” del GSE, che rileva le misure e i consumi aggregati.

  • Le regole operative specifiche disciplinano come calcolare e applicare l’importo.

     

Perché questa misura può fare la differenza

Questa tariffa non è solo un numero: è uno strumento che può attivare nuovi modelli di produzione e consumo energetico.

Ecco perché:

  • Favorisce autoconsumo condiviso e comunità energetiche, perché valorizza l’energia che viene prodotta in più e messa a disposizione di altri.

  • Rendendo economicamente interessante l’eccedenza, incentiva investimenti negli impianti incentivati con lo sguardo non solo al proprio consumo, ma a quello della comunità o del gruppo.

  • Aumenta la coesione territoriale: destinare risorse a consumatori non-impresa o a finalità sociali significa che l’impianto genera valore anche per la comunità locale.

  • Integra perfettamente con la transizione energetica: impianti incentivati, condivisione e valorizzazione dell’energia pulita.

Quali scenari si aprono?

Se hai un impianto incentivato o stai valutando di farne uno, considera questi due scenari:

  • Famiglie o gruppi di condomini: Se l’impianto è parte di una comunità energetica o di configurazione di autoconsumo diffuso, ogni kWh di eccedenza condivisa può diventare un ritorno.

  • Imprese o aggregatori: Possono costruire modelli in cui parte dell’energia è destinata ad altri soggetti (consumatori), generando una redditività ulteriore oltre alla produzione.

Di fatto, si trasforma l’eccesso energetico da “scarto” a risorsa.

In conclusione

La pubblicazione delle tariffe premio eccedentarie da parte del GSE apre una finestra strategica per chi produce energia incentivata e vuole condividere o valorizzare l’eccedenza. Non basta più “solo produrre per sé”: il vero salto è condividere e generare valore.

Se vuoi una consulenza su come partecipare ad una comunità energetica o all’autoconsumo diffuso in modo da sfruttare pienamente questa tariffa, possiamo aiutarti a valutare il progetto insieme.

 

Fonte: www.gse.it 

PNRR: contributo a fondo perduto del 40% per impianti fotovoltaici nelle CER

PNRR: contributo a fondo perduto del 40% per impianti fotovoltaici nelle CER

Il PNRR finanzia attraverso il GSE un contributo in conto capitale per incentivare la nascita e lo sviluppo delle CER. Ecco i dettagli principali:

✅ Misura 📌 Dettagli
Fondo a fondo perduto Fino al 40% del costo dell’impianto
Comuni ammessi Tutti i comuni italiani sotto i 50.000 abitanti
Impianti eleggibili Fotovoltaici nuovi o riattivati, fino a 1 MW
Beneficiari Cittadini, imprese, enti pubblici e terzo settore
Scadenza domande Entro il 30 novembre 2025 (fino a esaurimento fondi)
Incentivo cumulabile Sì, con la tariffa GSE sull’energia condivisa (durata: 20 anni)

 

Requisiti per accedere agli incentivi

Per ottenere il contributo del PNRR, servono alcuni requisiti fondamentali:

  • Installare un nuovo impianto fotovoltaico (o potenziare uno esistente)
  • Costituire formalmente una CER (statuto, regolamento, accordi interni)
  • L’impianto deve essere in un comune con meno di 50.000 abitanti
  • Registrarsi e presentare domanda sul portale ufficiale GSE
  • Condividere l’energia prodotta con i membri della CER

 

 

Perché conviene partecipare a una CER?

Entrare a far parte di una Comunità Energetica Rinnovabile oggi non è solo una scelta ecologica, ma una vera strategia di investimento per il futuro:

  • Risparmio garantito sulla bolletta elettrica

  • Fondi pubblici a sostegno dell’investimento iniziale

  • Valorizzazione del proprio immobile o attività

  • Riduzione dell’impatto ambientale locale

  • Reti di cooperazione territoriale sostenibili e solidali

 

 

Tempistiche: agire ora è fondamentale

La scadenza per presentare la domanda è fissata al 30 novembre 2025, ma i fondi sono limitati e assegnati in ordine cronologico. Tradotto: prima si presenta la domanda, maggiori sono le chance di accedere al contributo.

Conclusioni: il momento giusto per dare energia al cambiamento

L’adesione a una Comunità Energetica Rinnovabile rappresenta una leva concreta per accelerare la transizione ecologica e ottenere vantaggi economici immediati. Grazie all’estensione dell’incentivo ai comuni sotto i 50.000 abitanti, milioni di cittadini italiani possono finalmente prendere parte attiva alla trasformazione energetica del Paese.

Non perdere l’occasione: informa la tua amministrazione, coinvolgi il tuo quartiere o la tua azienda e diventa protagonista del cambiamento.

Contattaci senza impegno e ti forniremo tutte le informazioni.

 

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Superbonus Energia 2025: tutte le novità dal 1° luglio per imprese, CER e riqualificazione edilizia.

Superbonus Energia 2025: tutte le novità dal 1° luglio per imprese, CER e riqualificazione edilizia.

Superbonus ed Ecobonus 2025: cosa cambia dal 1° luglio?

Dal 1° luglio 2025, il sistema di agevolazioni fiscali per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili entra in una nuova fase. Dopo anni di modifiche, proroghe e semplificazioni, oggi è importante fare chiarezza su quali bonus sono ancora attivi, quali sono le novità e come accedervi correttamente.

 

✅ Superbonus: le novità reali dal 1° luglio 2025

Il cosiddetto “Superbonus Energia 2025” di cui si legge in rete non esiste come misura ufficiale. L’unico Superbonus ancora valido con aliquota al 110% è quello riservato agli edifici nei territori colpiti dai terremoti del Centro Italia (Abruzzo, Marche, Umbria, Lazio). In questi casi, il bonus è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026 e prevede la possibilità di usufruire ancora dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Nel resto d’Italia, il Superbonus sopravvive in forma ridotta. È disponibile al 65% solo per interventi avviati entro il 15 ottobre 2024, a condizione che siano stati presentati i titoli abilitativi o le pratiche edilizie necessarie. In questi casi, non è più possibile accedere alla cessione del credito né allo sconto in fattura: la detrazione viene recuperata direttamente in dichiarazione dei redditi in dieci anni.

🌱 L’Ecobonus ordinario è ancora attivo

Per chi vuole migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione o edificio, resta in vigore l’Ecobonus tradizionale. Questo consente una detrazione fiscale tra il 50% e il 65% in base al tipo di intervento effettuato.

Tra i lavori ammessi ci sono la sostituzione di caldaie con pompe di calore, l’installazione di sistemi di domotica per il controllo intelligente dei consumi, la sostituzione di infissi e l’isolamento termico dell’edificio (come cappotti esterni e tetti). Questo bonus è accessibile sia per le abitazioni che per gli immobili aziendali, senza limiti particolari legati alla residenza.

🔥 Il Conto Termico: incentivi diretti dal GSE

Un’alternativa alle detrazioni è il Conto Termico, un meccanismo gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che rimborsa direttamente fino al 65% delle spese per interventi su impianti termici. È rivolto sia a privati che a pubbliche amministrazioni e finanzia lavori come l’installazione di pompe di calore, caldaie a biomassa, solare termico e sistemi ibridi.

Il vantaggio è che l’incentivo non è una detrazione fiscale, ma un contributo a fondo perduto erogato direttamente sul conto corrente, in tempi relativamente brevi.

☀️ Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): gli incentivi veri

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono una delle novità più interessanti degli ultimi anni. Dal 2024 sono ufficialmente operative, grazie a un decreto che ha stabilito incentivi mirati. Le CER possono accedere a una tariffa premio che va da 100 a 120 euro per ogni megawattora condiviso, e ottenere anche un contributo a fondo perduto fino al 40% per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Non si tratta però di una detrazione fiscale: l’incentivo CER è gestito dal GSE, non passa dal sistema delle detrazioni IRPEF, e non arriva all’85% come erroneamente riportato da alcune fonti online. È comunque un’ottima opportunità per condomìni, comuni, piccole imprese e gruppi di cittadini che vogliono condividere l’energia prodotta localmente.

🏭 Nuovi contributi per le imprese dal PNRR

Una novità concreta arriva dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dal prossimo 8 luglio 2025 sarà attivo un nuovo bando, gestito da Invitalia, dedicato alle micro, piccole e medie imprese che intendono investire in impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine per la ricarica elettrica.

Il contributo sarà a fondo perduto e coprirà il 30% della spesa, che potrà salire fino al 40% nelle aree svantaggiate o per imprese con determinati requisiti ambientali. Si tratta di una misura autonoma, separata dal Superbonus, che ha il vantaggio di essere cumulabile con altri incentivi a condizione di non superare il 100% del costo totale.

 

📌 In sintesi

A partire dal 1° luglio 2025:

  • Il Superbonus 110% è disponibile solo per gli edifici situati nei comuni terremotati del Centro Italia.

  • Per tutti gli altri, esiste il Superbonus al 65%, valido solo per lavori avviati prima del 15 ottobre 2024.

  • L’Ecobonus ordinario rimane attivo per una vasta gamma di interventi su abitazioni e immobili produttivi.

  • Il Conto Termico offre contributi diretti per impianti efficienti, senza passare dalla dichiarazione dei redditi.

  • Le Comunità Energetiche possono accedere a incentivi interessanti, ma non si tratta di detrazioni fiscali.

  • Le PMI hanno a disposizione un nuovo bando con fondi PNRR per impianti fotovoltaici e batterie.

 

🎯 Conclusione

Il 2025 segna una nuova fase per la riqualificazione energetica. Nonostante il ridimensionamento del Superbonus, esistono ancora molte opportunità concrete per chi vuole investire nel risparmio energetico e nella sostenibilità ambientale. La chiave è informarsi bene, affidarsi a tecnici qualificati e muoversi per tempo.

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