Quando si entra in una nuova casa o si apre un’attività, una delle prime necessità è attivare la fornitura di energia elettrica. Ma attenzione: prima di parlare di attivazione, bisogna capire se l’impianto è già allacciato alla rete.
I termini possono sembrare simili, ma allacciamento e attivazione sono due operazioni diverse, ognuna con tempi, costi e passaggi ben precisi. In questo articolo ti spieghiamo in modo chiaro e semplice cosa sono, come richiederli e cosa aspettarti.
🔌 Cos’è l’allacciamento?
L’allacciamento è il primo passo per portare l’energia elettrica fino alla tua abitazione o locale. In pratica, consiste nel collegare fisicamente l’impianto interno dell’utente alla rete di distribuzione locale.
Se nella tua nuova casa non c’è mai stata una fornitura attiva, con ogni probabilità servirà prima un allacciamento.
Le imprese distributrici, come previsto dalla normativa, sono obbligate ad eseguire l’allaccio per chiunque ne faccia richiesta, purché siano rispettate le condizioni tecniche e vengano pagati i contributi previsti.
⚡ Cos’è invece l’attivazione della fornitura?
L’attivazione entra in gioco quando l’allacciamento è già stato effettuato: è il momento in cui l’impianto comincia effettivamente a ricevere energia elettrica.
Per ottenerla, è necessario stipulare un contratto di fornitura con un venditore, cioè una società che vende energia al cliente finale (diversa dal distributore, che invece gestisce la rete fisica).
È importante sapere che, per legge, chi richiede l’attivazione deve dimostrare di avere diritto a utilizzare l’immobile, ad esempio presentando una visura catastale, un contratto di affitto o un’autocertificazione.
⏱ Quanto tempo ci vuole per avere la corrente?
Se l’impianto è già collegato alla rete e la documentazione è completa:
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Il venditore ha 2 giorni lavorativi per inoltrare la richiesta al distributore locale.
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Il distributore ha poi 5 giorni lavorativi per effettuare l’attivazione.
Se invece l’impianto non è ancora allacciato, i tempi si allungano e dipendono dalla complessità dell’intervento necessario per l’allaccio.
Attenzione: se si è titolari di un’utenza sospesa per morosità pregressa, il distributore non potrà attivare la fornitura finché non sarà stato saldato il debito. In questo caso, anche il venditore riceverà comunicazione del blocco.
💰 Quanto costa attivare una nuova fornitura?
Il costo dipende da quanto stabilito dal contratto con il fornitore. Tuttavia, chi è ancora nel servizio di maggior tutela deve sostenere:
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un contributo fisso per il distributore
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più un contributo di 23 euro destinato al venditore per coprire gli oneri amministrativi.
A questo si possono aggiungere altri costi, come:
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l’imposta di bollo, se prevista dalla normativa fiscale
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un deposito cauzionale o altra garanzia, se specificato nel contratto (solitamente richiesto ai nuovi clienti o in caso di mancanza di storico creditizio).
In conclusione
Attivare una fornitura di energia elettrica può sembrare un passaggio tecnico e burocratico complesso, ma conoscere bene le differenze tra allacciamento e attivazione ti permette di evitare ritardi, costi imprevisti e spiacevoli sorprese.
Il consiglio è semplice: verifica sempre se l’impianto è già allacciato e leggi con attenzione le condizioni del contratto prima di firmare. Una scelta consapevole oggi può tradursi in risparmio e tranquillità domani.
Hai dubbi su cosa serve nel tuo caso? Noi possiamo aiutarti passo dopo passo sia per l’allacciamento che per l’attivazione del servizio: per noi la trasparenza è sempre il miglior punto di partenza.
Se desideri ricevere maggiori informazioni, oppure effettuare un nuovo allaccio o una nuova attivazione puoi contattarci senza impegno.